30 luglio 2010 ~ 0 Comments

La convivenza tra uomo e cavallo: una relazione per star bene

Secondo l’esperienza maturata negli anni, il contatto con gli animali è alquanto stimolante e positivo per molte persone: lo è ancor di più per i bambini e per le persone con difficoltà.

La relazione tra persona ed animale va al di là del linguaggio formale comunemente usato, coinvolgendo entrambi gli attori in un rapporto carico di emozioni e sensazioni nuove. Il cavallo, per le sue caratteristiche particolari, è l’animale che meglio raffigura il ruolo di “mediatore di relazioni”.

Infatti, in questa dinamica di scambio, esso rappresenta un protagonista disponibile perché si lascia accarezzare, stringere, toccare, ma pone anche dei limiti chiedendo di essere rispettato, accudito e nutrito.
E’ un animale grande, imponente, che tuttavia si lascia conquistare e guidare. Il rapporto con il cavallo risulta ricco di valenze affettive, in un ambiente in cui le regole sono chiare e in cui non vi sono né rigidità, né ambiguità, ma reciproco rispetto e ascolto.

Di conseguenza il rapporto bambino-cavallo o disabile-cavallo rappresenta un’importante esperienza dove vengono coinvolti molteplici aspetti: la motricità, l’affettività, la capacità di relazione e comunicazione. Sul piano motorio l’attività a cavallo facilita l’acquisizione di nuovi schemi motori, sviluppando qualità come la coordinazione, l’equilibrio, il ritmo, la destrezza, l’armonia: tutti questi sono principi che sono alla base delle attività di ippoterapia e di equitazione integrata in genere.

Sul piano emotivo-relazionale il cavallo risveglia le fantasie del bambino, consentendogli di confrontarsi con la realtà delle proprie paure e della propria aggressività per affrontarle in un clima sicuro e protetto.
Particolare importanza viene data al momento del governo (cura e pulizia del cavallo), in quanto “gestire” un animale richiede al bambino e all’allievo capacità di coordinamento e di soluzione di eventuali situazioni problematiche, sviluppando la sua autonomia. Prendersi cura del cavallo significa anche mantenerlo sereno ed in buona salute.
L’approccio al cavallo diventa così un momento di crescita dove si esplorano diverse aree espressive, attraverso una proposta globale di ascolto del corpo, delle emozioni e delle fantasie del bambino e dove il cavallo è il compagno di mille avventure.

Molto spesso la relazione con le persone con ritardo mentale grave o autismo è resa particolarmente difficile e stressante dalla presenza di comportamenti-problema: in alcuni casi la gravità è tale che sembra quasi impossibile stabilire con loro un rapporto produttivo sul piano affettivo, sociale e didattico.
Gestire e risolvere questi comportamenti-problema è difficile anche perchè non sono sufficientemente conosciute e diffuse delle metodologie educative efficaci.

Attraverso le attività assistite dal nobile animale, siano esse di tipo riabilitativo come l’ippoterapia o la riabilitazione equestre, o di tipo educativo, come tutte le attività di carattere presportivo e ludico ricreative, è possibile sviluppare progetti individualizzati atti al recupero funzionale ed allo sviluppo di quelle competenze adattive necessarie per una coerente ed efficace inclusione nei normali contesti del nostro vivere quotidiano.
La spinta motivazionale che offre il cavallo ed il contesto particolarmente stimolante come il maneggio possono rivelarsi validi strumenti per il raggiungimento di obiettivi che mirano al riconoscimento delle Regole ed al loro rispetto; se queste proposte vengono sviluppate da un’equipe competente e secondo una precisa progressione pedagogica si possono porre solide basi per la generalizzazione di queste competenze nei differenti ambiti dove la Persona è chiamata a interagire ed a partecipare.

Francesca Rabboni
Laura Viscardi
Sara Mazzucchelli
Rossella Manzoni

Operatori di Equitazione Integrata EQUITABILE®

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