L‘Organizzazione dell’Ippoterapia e sue derivate nella Mitteleuropa
È stato sancito un accordo tra Austria, Svizzera e Germania nel quale i corsi con utilizzo di cavalli vengono riconosciuti da tutti e tre i paesi.
Il settore che unisce il sociale con l´equitazione si divide in tre categorie:
- ippoterapia
- Terapia pedagogica di volteggio ed equitazione
- Equitazione/riabilitazione per persone diversamente abili.
IPPOTERAPIA
L’ippoterapia è la disciplina che più si avvicina alla medicina moderna, a tal punto che se prescritta dal medico l’assicurazione risarcisce il costo della terapia.
È un intervento fisio-terapeutico che sfrutta il movimento tridimensionale della schiena del cavallo per persone diversamente abili o malate.
L´ippoterapia aiuta a livello fisico, emotivo, mentale e nel relazionarsi nella società.
Questo tipo di terapia può essere esercitato solo da fisioterapisti che hanno seguito un corso di ippoterapia (dettagli a seguire). Per essere ammesso ad un corso è obbligatorio possedere un brevetto da istruttore (FENA = FISE).
L´ipoterapia è indicata per persone con handicap fisici causati da:
- Ictus
- incidente
- handicap motori
Il cavallo deve essere tenuto da un aiutante in quanto il terapeuta deve concentrarsi unicamente sul paziente.
Il cavallo deve avere le briglie con filetto, redini da doma (sia a destra che a sinistra) e la cintura di volteggio con o senza coperta. Per mantenere una postura eretta è consigliabile che il paziente non tocchi le maniglie della cintura di volteggio. La pedana di salita deve essere alta circa la metà del cavallo.
L´unica andatura eseguita dal cavallo sarà il passo.
Come primo approccio bisogna salutare il cavallo, in secondo luogo bisogna aiutare a far salire il paziente sul cavallo che viene tenuto dal terapeuta per una gamba (questo è già parte della terapia). In seguito bisogna mettere il paziente in posizione eretta sul punto più basso della schiena del cavallo con la postura del bacino centrata. Il principio attivo è la rotazione tridimensionale = su, giù, avanti, indietro, destra e sinistra del bacino. In questo modo, viene rinforzata la zona inferiore delle vertebre toraciche.
Migliora la postura della testa e gli arti superiori diventano più mobili.
L´influsso sugli arti inferiori avviene tramite il movimento dell´addome del cavallo (contrattura e rilascio dei muscoli), la quale è molto importante in quanto risulta essere la base per poter camminare. I cavalli effettuano tra i 90 e 130 movimenti al minuto al passo. Più il passo è lento e più il paziente ha difficoltà a mantenere l´equilibrio.
Dato che la maggior parte dei pazienti risulta avere una postura asimmetrica l´andatura del cavallo non deve subire cambiamenti di direzione.
L’ippoterapia è uno stimolo alla percezione dei movimenti e anche alla reazione dei movimenti stessi. In questo modo il paziente impara ad avere tonicità, simmetria, controllo dei movimenti muscolari, mobilità delle giunture, equilibrio, ritmo del respiro e motivazione psichica.
La durata della lezione è di 30 minuti.
TERAPIA PEDAGOGICA DI VOLTEGGIO ED EQUITAZIONE
Questa disciplina integra aspetti pedagogici, psicologici, psicoterapeutici, riabilitativi e socio integrativi tramite il cavallo; viene usato per bambini, adolescenti e adulti con diversi handicap e disturbi.
Lo scopo non è lo sport in sé, ma l´aiuto individuale e un influsso sulla percezione motoria, cognitiva, emotiva e del comportamento. Se prescritto dal medico o dallo psicologo il rimborso dipende dalla regione in cui ci troviamo.
Questa terapia è indicata per persone con disturbi nel comportamento, ADHS, persone che hanno subito abusi, disturbi sull´apprendimento, disturbi logopedici, disturbi sull´alimentazione, disturbi nella crescita mentale, disturbi sull´equilibrio, disturbi intellettivi, problemi emotivi e sociali. Quasi tutti questi disturbi manifestano sintomi come:
- pochi contatti sociali
- mancanza dei basilari comportamenti sociali
- poca autostima
- paura
- iperattività
- poca motivazione
- aggressività
- diminuzione della tolleranza di sopportazione
Questi comportamenti indesiderati possono essere influenzati positivamente dal contatto emotivo con il cavallo, con esercizi specifici e nella dinamica del gruppo. La figura del cavallo è da intendere come un co-terapeuta in quanto accetta ogni individuo per quello che è, non giudica, non ha pregiudizi ma reagisce in base al comportamento tenuto dalla persona che lo cavalca. In questo modo si instaurano dei confini naturali. Così la relazione tra paziente, cavallo e terapeuta contribuisce al cambiamento del comportamento del paziente stesso.
La terapia pedagogica di volteggio ed equitazione è un intervento complesso che stimola tutti i sensi su diversi piani del paziente.
Gli obiettivi si possono dividere nelle seguenti categorie:
1° - motorio: sentire il movimento del cavallo e migliorare la postura; rilassamento tramite i movimenti ritmici del cavallo; miglioramento dell´equilibrio e della coordinazione; miglioramento dell´auto percezione per creare lo schema del proprio corpo
2° – emotivo/cognitivo: miglioramento della percezione; accettare le correzione degli adulti tramite il cavallo; accettare e superare le paure; aumentare l´autostima e conoscere le proprie capacità; si crea responsabilità; aumento della tolleranza sulle frustrazioni
3°- sociale: accettare e seguire delle regole imposte insieme; saper fare compromessi ed integrarsi nel gruppo; accettare e dare aiuto; diminuzione dei comportamenti aggressivi; creare delle relazioni; fiducia nel prossimo.
Per svolgere questo tipo di terapia si deve aver lavorato nel settore pedagogico o psicologico e possedere il brevetto di istruttore di equitazione o volteggio ed effettuare il corso che vale per l´ipoterapia.
Il corso per l´equitazione terapeutica e ippoterapia consiste nello svolgere un fine settimana presso una struttura di conoscenza dove sarà valutata la competenza, una settimana di corso base, una settimana di corso avanzato, due esami obbligatori di un fine settimana ciascuno e tre esami facoltativi di un fine settimana ciascuno, ottanta ore di pratica, cinque ore di tirocinio di equitazione per diversamente abili e cinque ore di tirocinio di ippoterapia. In fine una tesi di circa 15 pagine e un esame finale.
Il cavallo deve essere addestrato per tale scopo si devono usare i finimenti di volteggio o quelli di equitazione. Le andature sono passo, trotto e galoppo. La lezione singola dura 30 minuti, in gruppo può durare un´ora (la grandezza ideale del gruppo è da 4 ai 6 bambini)
EQUITAZIONE/RIABILITAZIONE PER PERSONE DIVERSAMENTE ABILI
Questa disciplina nasce prevalentemente dal settore sportivo. È il passaggio successivo all´ippoterapia o terapia pedagogica di volteggio ed equitazione.
Per diventare istruttore di equitazione/riabilitazione per persone diversamente abili si deve fare un corso simile a quello dell’ippoterapia ed essere in possesso del brevetto da istruttore (FENA = FISE). Il corso in questo caso consiste in 2 settimane di teoria e 30 ore di pratica in uno dei tre settori.
Il cavallo deve avere finimenti da equitazione o finimenti compensatori d´aiuto.
Lo scopo è di far sentire il cavaliere a proprio agio, felice di un passatempo che abbia un motivo, che lo integra socialmente partecipando anche a gare.
L’ equitazione/riabilitazione per persone diversamente abili è quello che corrisponde più allo scopo di EQUITABILE® .
dott.ssa Michela Wittek – Jochums, Operatrice di Equitazione Integrata EQUITABILE®







L’articolo della Dott.ssa Michaela Wittek è un chiaro esempio di ricerca delle risposte giuste, nel fare che ci accomuna, facendosi definire da una esperienza “altra”. Un respiro più largo che impara dalla internazionalità, quando troppo spesso in Italia ci si affossa in argomenti come proposte di leggi regionali, chi può fare cosa e chi non può, che fanno diventare il termine “ippoterapia” indefinito, obsoleto e talvolta irritante. Mi piacerebbe avere una fonte bibliografica del tuo lavoro per approfondire personalmente il tuo spunto di studio. Complimenti dunque, Michaela, per la tua lettura e la tua sintesi impeccabile. Imparo da te ancora una volta.
Ancora una volta l’Europa del Nord ci dà una lezione di civiltà, dando legittimità alle attività/terapie mediate dal cavallo. Questo consente di identificare un percorso formativo certo, riconosciuto che aiuta a raggiungere una modalità condivisa d’intervento, arginando il pressapochismo dei dilettanti, ed aprendo la strada ad una ricerca continua e scentifica in questo settore.
In Italia lo studente che voglia affrontare una tesi sull’argomento ancora deve sopportare l’ilarità e lo scetticismo di buona parte del mondo accademico!
Ringrazio la Dott.ssa Wittek per il suo lavoro e per averci messi a conoscenza di questa interessante prospettiva.