20 ottobre 2010 ~ 1 Comment

Contro lo stigma ed il pregiudizio: il Bardigiano, cavallo antico, “paladino” dell’inclusione sociale.

Sabato 6 novembre – ore 9,15 – Sala A.I.A. del Pad. 9 a  FIERACAVALLI 2010 in Verona si svolgerà, con il patrocinio del Ministero della Salute, il III° Meeting dei Centri che operano con il cavallo Bardigiano. Vengono chiamati a portare la loro esperienza ed a confrontarsi professionisti dalla Germania, Svizzera, Ungheria ed Italia a vario titolo impegnati nelle Iniziative Assistite con gli Animali. Nell’ambito del progetto sulle Iniziative Assistite con il cavallo Bardigiano, verranno consegnati dall’On. Francesca Martini, Sottosegretario al Ministero della Salute, tre cavalli “paladini” a tre Centri e Associazioni, donati dal Libro Genealogico e dal Comune di Savignano sul Panaro (MO).

LOCANDINA DEL CONVEGNO —————- MODULO DI ISCRIZIONE

Trae il proprio nome dal paese medioevale di Bardi, sull’Appennino parmense.

Discende dall’antico cavallo della Gallia belgica, giunto da noi con le invasioni barbariche e successivamente insediatosi in un’area montuosa e circoscritta, attraversata dalla Via Francigena, e compresa tra Emilia, Liguria e Toscana dove è stato allevato per secoli allo stato brado o semibrado.

Le condizioni di isolamento hanno indotto un processo selettivo per incroci successivi, facendo in modo che la razza abbia acquisito un carattere di straordinaria tipicità ed omogeneità. I Bardigiani sembrano tutti… gemelli!!

D’altra parte, le condizioni ambientali piuttosto severe di questi luoghi, hanno forgiato la tempra di questi animali come dei loro allevatori, facendo sì che essi acquisissero una grande comune robustezza, rusticità, resistenza.

E tuttavia non si deve pensare al bardigiano come a un cavallo selvaggio.

Al contrario: la sua è la storia di un animale domestico che, nell’economia agricola montanara di secoli, è sempre stato un compagno fidato, forte, docile e sempre disponibile. Rispettandone il carattere ci si  garantiva l’aiuto di un amico per i lavori nei boschi e in campagna (trasporto della legna e delle castagne a basto, traino dei tronchi) da ricambiare con un pasto, spesso povero e frugale per entrambi, ed un giaciglio coperto fatto di foglie di faggio nella stalla a fianco della cucina rurale. 

In queste condizioni ha salutato l’alba o il tramonto di molte vite, accompagnando al capezzale della partoriente l’ostetrica dal fondovalle, o il curato, di notte, per il rito della estrema unzione ma anche il padrone nelle perlustrazioni dei possedimenti. Della sua origine si hanno notizie documentate già a partire dal 1615, quando il Principe Landi, signore delle Valli del Taro e del Ceno, stipulava un contratto con il cavaliere Costanzo Cremosini “per la introduzione ne’ Nostri Stati di un allevamento di cavalli del genere che si usa qui”, a cui fanno seguito le caratteristiche morfologiche.Questo cavallo però, come si usa dire oggi, ha saputo rapidamente “riconvertirsi” nell’epoca contemporanea, inventandosi una nuova mission, tutta legata alle sue doti caratteriali, fatte di estrema docilità ed equilibrio mentale. Un cavallo che non si spaventa e che non spaventa, potremmo dire.

Oppure “un amore di cavallo, un cavallo da amare” come ha scritto il Direttore di “Cavallo Magazine”, dopo avere utilizzato una cavalla bardigiana per un lungo viaggio da Monaco di Baviera a FIERACAVALLI 2007 in Verona.

Il Bardigiano viene adorato da chi lo conosce e messo in cima ai nuovi desideri, si fà messaggero di pace e solidarietà, “paladino” contro ogni forma di stigma e di pregiudizio, convinto che l’inclusione sociale possa permettere al suo compagno umano di riscattarsi, aiutandolo a ritrovare un suo equilibrio, proponendosi in questa veste come cavallo della famiglia, del tempo libero, del gioco, della rieducazione e della riabilitazione.

1 Commento to “Contro lo stigma ed il pregiudizio: il Bardigiano, cavallo antico, “paladino” dell’inclusione sociale.”

  1. Isabel 21 ottobre 2010 at 09:48 Permalink

    Sin da piccola ho sempre amato il cavallo bardigiano, incontrato per le prime volte in fieracavalli a Verona e poi conosciuto meglio nella sua terra d’origine. E sono felice ora di vederlo, umile protagonista, di questa importante iniziativa, come paladino del pregiudizio! Al “re dell’Appennino” un giusto riconoscimento!

    Isabel


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