anno europeo 2010

L’Anno Europeo 2010: per contrastare la povertà e l’esclusione sociale.

Quando si parla di povertà e conseguentemente di poveri, è importante ricordare che ci si riferisce ad un segmento della popolazione ampio e diversificato, sottoposto ad una precarietà costante, sebbene spesso alleggerita da alcuni supporti dati dagli ammortizzatori sociali. In questo target appartengono persone anziane e sole, giovani gravati da una flessibilità spesso subita, soggetti espulsi precocemente dal mondo del lavoro – troppo vecchi per iniziarne uno nuovo e troppo giovani per la pensione – persone che, pur avendo impiegate, non riescono a coprire costi abitativi.
Da non dimenticare, inoltre, quelle nuove particolari “realtà familiari” costituite – in seguito a separazioni o divorzi – da donne con figli o singoli padri separati.

Quello delle povertà è un rischio che espone circa 84 milioni di cittadini europei; questi vivono nell’insicurezza o nel rischio di deprivazione di quanto per la maggior parte di tutti noi è usualmente dato per scontato.

Vivere a rischio di povertà può condurre ad uno stile di vita che spesso risulta l’anticamera dell’esclusione sociale; dalla mancanza di denaro necessario per le necessità basilari del vivere quotidiano (cibo, alloggio, vestiti, servizi minimi necessari, ecc.), fino ad una forma di auto emarginazione che conduce sempre più ai margini della Società, per giungere ad una reale esposizione alla devianza reale.

Partendo dal presupposto inerente la solidarietà come bene fondamentale, l’Unione europea insieme ai propri Stati membri ha indetto il  2010 l’Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale, i cui obiettivi mirano ad implementare la consapevolezza e responsabilità sociale dei cittadini rispetto a queste problematiche, per rinnovare l’impegno politico comunitario rispetto alla lotta alla povertà e all’esclusione sociale.

L’Anno europeo mira inoltre a ridimensionare gli stereotipi e la percezione collettiva della povertà. Abbracciando i principi europei di solidarietà e collaborazione, il 2010 vuole rappresentare un forte richiamo ad affrontare in modo deciso le cause della povertà, per garantire a tutti i cittadini la possibilità di vivere appieno il proprio ruolo all’interno della società stessa.

Un’occasione per parlare delle nuove povertà.

  Sebbene l’anno europeo 2010 sia riferito alla povertà di tipo economico, siamo sempre più convinti che le cosiddette “nuove povertà” siano il rovescio della stessa medaglia.

Non si può parlare di povertà in senso assoluto: il termine povertà dovrebbe essere sempre ricondotto al contesto sociale, economico e culturale nel quale indirizza la riflessione.
Queste nuove povertà riguardano tutte le forme di svantaggio non dovute a carenza di reddito, ma a fattori di tipo relazionale (crisi di coppia, conflitti intrafamiliari), sanitari (malattie invalidanti) o sociali in generale (segregazione ed emarginazione).

Povero è colui il quale vive una carenza di beni o risorse, ma anche una assenza o una perdita di relazioni significative fondamentalmente volte alla promozione e alla salvaguardia dell’integrità della persona e delle dimensioni che la costituiscono tale. Siamo così passati da una prospettiva di povertà economica, nella quale si è poveri se il livello di reddito è inferiore alla soglia di povertà e non si è in grado di soddisfare i bisogni fondamentali, a una prospettiva di capacità e partecipazione sociale; questo è un concetto che enfatizza la dimensione relazionale della povertà.

Il rischio di esclusione è anche in questo caso sempre drammaticamente presente…